ZŌON DIPOUN APTERON

ζον δίπουν πτερον

22-23/09/2014

Olive grove in countryside, Scorrano, Apulia, Italy

The anthropomorphic being created has narrow shoulders, two legs and has no mention of the upper limbs. On the face there are two eyes surmounted by a third party in the middle of the forehead. The figure is suspended under the leaves of an olive tree and is surrounded by smaller suspended elements.

The realization of the artistic intervention is part of the art performance of Dàvide Léōpìzzi, he crossed Salento  from the area of Puritàte in Gallipoli, reaching Punta Palascìa in Otranto by feet.

 

Thanks to the technique of papier-mâché, the body has been realized- the main element of the art installation. With waste materials such as bottles of fruit juice packets were made other smaller elements that surround the main figure. Each piece is hanging from the branches of the tree through the hemp twine.

The anthropomorphic shape is white. The thorax is crossed by horizontal lines of brown color, while the orbits of the three eyes are red.

The small forms of different sizes surrounding the figure are green and magenta.

The composition is made by following the appearance of the olive tree: the figure is in fact located in correspondence of the trunk, while the various elements are arranged around it, creating a symmetrical balance between the right and the left.

The work was done at night, while the artificial lights illuminated the entire work, to emphasise the dark colors of the olive tree and the whole artistic intervention in a striking play of contrast and shadows.

 

The artistic performance of Dàvide Léōpìzzi that has characterized this work has followed a well-defined geographical itinerary. From the extreme western tip of South Salento, located in Puritàte, in Gallipoli, a stright line has been sketched towards the end of the easternmost of the peninsula, namely Punta Palascìa, in Otranto. From this diagram it is calculated the distance of approximately 60 km to be achieved by walking the roads in the vicinity of the line. At the exact center of the distance between the ends of the line the place was located for realzation of the artistic installation.

The journey was made in two days and the place of installation has been the place in which it was made an overnight stop for the artist. It is a completely isolated olive grove, several kilometers away from the nearest village.

On the night between the 22nd and the 23rd of September was the time when it was decided to carry out the art installation. The date corresponds with the Fall Equinox.

The entire performance is readable on the scheme of balance between opposites and the equivalences.

The name is taken from the popular definition of "human being" attributed to the great greek philosopher Plato (428/427 BC - 348/347 BC): "ζον δίπουν πτερον" that means "featherless biped."

 

Materials used: paper, glass bottles, a right leg and a left leg.

 

Concept, design, construction and composition: Dàvide Léōpìzzi

Photograph: Stefano Reo

Photographs: Dàvide Léōpìzzi

 

L’essere antropomorfo realizzato ha delle spalle strette, due gambe accennate ed è privo di arti superiori. Sul viso ci sono due occhi sormontati da un terzo al centro della fronte. La figura è sospesa sotto la chioma di un ulivo ed è circondata da elementi più piccoli, sospesi anch’essi.

La realizzazione dell’intervento artistico si inserisce nella performance artistica di Dàvide Léōpìzzi, che dalla zona Puritàte di Gallipoli ha attraversato a piedi il Salento fino ad arrivare a Punta Palascìa.

 

Grazie alla tecnica della cartapesta, è stata realizzata la forma dell’individuo rappresentato nell’installazione. Con materiali di scarto come d bottiglie di vetro di succhi di frutta sono stati realizzati gli altri elementi più piccoli che circondano la figura principale. Ogni parte è appesa ai rami dell’albero grazie a degli spaghi di canapa.

L’essere antropomorfo è bianco. Il torace è attraversato da linee orizzontali di colore bruno, mentre le orbite dei tre occhi sono di colore rosso.

Le piccole forme di diversa dimensione che circondano la figura sono di colore verde e magenta.

La composizione è realizzata seguendo la fisionomia dell’albero d’ulivo: la figura è infatti posta in corrispondenza del tronco, mentre i vari elementi attorno ad essa sono disposti creando un equilibrio simmetrico tra la parte destra e quella sinistra.

L’opera è stata realizzata in notturna, mentre il posizionamento di luci artificiali hanno illuminato l’intera opera, accendenso nell’oscurità i colori dell’albero d’ulivo e dell’intero intervento artistico in un suggestivo gioco di contrasti ed ombre.

 

La performance artistica di Dàvide Léōpìzzi che ha caratterizzato questo lavoro ha seguito un itinerario geografico ben preciso. Dall’estrema punta occidentale del Sud Salento, individuata nella zona Puritàte di Gallipoli, è stata tracciata una retta in direzione dell’estremità più orientale della della penisola, vale a dire Punta Palascìa. Da questo schema è stato calcolato il percorso di circa 60km da realizzare a piedi individuando le strade in prossimità della retta. In corrispondenza del centro esatto della distanza tra gli estremi della retta è stato individuato il luogo dove realizzare l’installazione artistica.

Il cammino è stato effettuato in due giorni e il luogo dell’installazione artistica è stato il posto in cui è stata realizzata la sosta notturna per l’artista. Si tratta di un uliveto completamente isolato, distante diversi chilometri dal centro abitato più vicino.

La notte tra il 22 e il 23 Settembre è stato il momento in cui si è scelto di realizzare l’installazione artistica. La data corrisponde con l’Equinozio d’Autunno.

Sullo schema dell’equilibrio tra gli opposti e gli uguali trova lettura l’intera performance.

Il nome è preso dalla famosa definizione di “essere umano” attribuita al grande pensatore greco Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.): “ζον δίπουν πτερον”, ovvero “bipede implume”.

 

Materiali utilizzati: carta, bottiglie di vetro, una gamba destra e una gamba sinistra.

 

Ideazione, progettazione, realizzazione e composizione: Dàvide Léōpìzzi

Fotografia: Stefano Reo

Documentazione fotografica: Dàvide Léōpìzzi

 

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