PÁNTA RHÊI

Πάντα ῥεῖ

20/03/2014

Caves of Matonna tu Carottu, Parabita, Apulia, Italy

An anthropomorphic being is at the center of the Matonna tu Carottu Cave. The head with four ears is large. Its body has strong geometric lines, in contrast to the smooth roundness of the rock of the cave.

 

Many of the materials used to achieve the art installation are recycled: the plastic bottle used for the head of the figure, the paper boxes and the newsprint used to shape the body.

The colors that characterize the subject are green and magenta, added to white and black.

The subject is mostly white. The lower limbs are black, interrupted by the horizontal green stripes. The male genital organ in a state of erection is white and stands out from the dark pubic region. The glans is magenta. The nipples are green, as well as the palms of the hands, while the orbits around the eyes and the inner ear is magenta.

The antropomorphic individual is placed exactly in the vacuum center  of the cave, with the rear in the direction of a hole (identified by local people with the dialect word "carottu") that communicates with a second cave, while the front of the figure is placed in the output direction.

Candlelights glow with warm colors on the rocky environment pleasant by contrasts. The set of flames creates a kind of path that continues from a cave in the other one.

 

The Matonna tu Carottu Cave (Our Lady of the Hole) is located on the crest of the hill Sant'Eleuterio. It is a natural cavity in which there are found evidence of prehistoric human presence.

The site has been continuously used from humans throughout the centuries, from Messapians to the Romans, and the Basilian monks.

A ritual in particular that took place here until a few decades ago, and whose origins are lost in the mists of time, is the "step" on the day of the Spring Equinox: groups of young teenagers had to try to go through the hole that connects the two rooms that make up the small cave complex. These initiation rites similar to those of men-an-tol make the passage from adolescence to adulthood through the simulation of a second birth.

The date of the 20th of March- inspired by the astronomical references and historical rituals of the place.

From greek, pánta Rhei (πάντα ε) means "everything flows". The concept of initiation and the transition is seen in relation to the famous aphorism attributed to one of the greatest minds of the past: Heraclitus of Ephesus (535 BC - 475 BC).

 

Materials used: plastic recycling, paper, candles and erections of young people.

 

Conception and design: Dàvide Léōpìzzi

Produced by: Dàvide Léōpìzzi collaboration with Stefano Reo and Paolo Reo

Composition: Dàvide Léōpìzzi and Stefano Reo

Photograph: Stefano Reo

Photograph documentation: Stefano Reo e Paolo Reo

 

Un essere antropomorfo è posto al centro della Grotta della Matonna tu Carottu. La testa con quattro orecchie è di grandi dimensioni. Il corpo segue forti linee geometriche, un po’ in contrasto con la levigata rotondità della roccia della grotta.

 

Molti dei materiali utilizzati per realizzare l’installazione artistica sono di riciclo, come il bottiglione di plastica di 5 litri utilizzato per la testa della figura, o gli scatoli e la carta di giornale impiegati per dar forma al corpo.

I colori che caratterizzano il soggetto sono i complementari verde e il magenta, aggiunti al bianco e al nero.

L’essere è principalmente bianco. La parte degli arti inferiori è nera, intervallata da strisce verdi orizzontali. L’organo genitale maschile in evidente stato di erezione è bianco e spicca dall’area scura della regione pubica. Il glande è di colore magenta. I capezzoli sono verdi, così come i palmi delle mani, mentre le orbite intorno agli occhi e la parte interna delle orecchie sono magenta.

L’individuo antropomorfo è posizionato esattamente al centro dell’ambiente vuoto della caverna, con la parte posteriore in direzione di un buco (individuato dalla gente locale con il termine dialettale di “carottu”) che comunica con una seconda grotta, mentre la parte frontale della figura è posta in direzione dell’uscita.

La luce delle candele illumina con colori caldi l’ambiente roccioso determinando piacevoli contrasti. L'insieme delle fiammelle crea una sorta di percorso che da una grotta prosegue nell’altra.

 

La Grotta della Madonna Tu Carottu è situata sulla cresta della Collina di Sant’Eleuterio. Si tratta di una cavità naturale in cui sono state ritrovate testimonianze di presenza umana di epoca preistorica.

Il luogo è stato continuamente frequentato nei secoli, da Messapi ai Romani, passando per i monaci basiliani.

Un rito in particolare, che qui ha avuto luogo fino a pochi decenni fa, e le cui origini si perdono nella notte dei tempi, è quello del "passaggio": nel giorno dell’Equinozio di Primavera dei gruppi di giovani adolescenti erano posti dinanzi alla prova di passare attraverso il buco che collega le due sale che compongono il piccolo complesso di grotte. Si tratta di riti iniziatici simili a quelli delle mên-an-tol che segnavano il passaggio dell’iniziato dall’età adolescenziale a quella adulta attraverso la simulazione di una seconda nascita.

La data del 20 Marzo è stata indicativa per realizzare proprio in questo luogo un lavoro ispirato ai riferimenti astronomici e alle storiche ritualità del posto.

Dal greco, pánta rhêi (πάντα ε) significa “tutto scorre”. Il concetto dell’iniziazione e del passaggio è posto in relazione al celebre aforisma attribuito a una delle più grandi menti del passato: Eraclito di Efeso (535 a.C. – 475 a.C.).

 

Materiali utilizzati: materia di riciclo, carta, candele ed erezioni giovanili.

 

Ideazione e progettazione: Dàvide Léōpìzzi

Realizzazione: Dàvide Léōpìzzi con la collaborazione di Stefano Reo e Paolo Reo

Composizione: Dàvide Léōpìzzi e Stefano Reo

Fotografia: Stefano Reo

Documentazione fotografica: Stefano Reo e Paolo Reo

 

 

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