WHITE LIES

18-19/02/2014

Latvijas Etnogrāfiskais brīvdabas muzejs and Rīga, Latvia

Human legs (left-handed) cut from the height of the thighs are placed in various positions and compositions between the urban and natural environments of the city of Rīga.

 

The figures were produced through the technique of papier mache, by means of which was derived the external appearance of the legs. Subsequently the figures were padded inside them with the newspaper.

Shades of magenta, red, pink and orange are made from transparent overlapping rice paper, cut and pasted on the limbs.

The legs are positioned individually or in groups of at most three, in the areas of Vecrīga and of Latvijas Etnogrāfiskais Brivibas muzejs.

The two days of operation have been an intense work of art, in which special attention was given to the search for the ideal light: the one that runs through the trees in the forest, the one that propagates just after sunrise or the spread on the white carpet of ice and snow.

 

Rīga is one of the most important commercial centers of the Baltic. Latvia's capital, it is a cultural center of great turmoil.

The artist Dàvide Léōpìzzi lived there for a year between 2010 and 2011, opening the mind to the numerous incentives offered by the city.

In english, "white lies" is translated as "lies." More specifically, the white lies indicate the kind of lie that has the purpose to not hurt someone's feelings or to cause trouble.

The theme of the installation has been addressed with a thorough study, to identify in winter a set of features to give completeness to the work.

 

Materials used: paper, glue and no right leg.

 

Planning and design: Dàvide Léōpìzzi

Composition: Dàvide Léōpìzzi. On the first date, there was a decent collaboration of Carlo Alberto Rastelli

Photograph: Dàvide Léōpìzzi

 

 

Delle gambe umane (mancine) sezionate dall’altezza delle cosce si collocano in varie posizioni e composizioni tra gli ambienti naturali e urbani della città di Rīga.

 

Le figure sono state prodotte attraverso la tecnica della cartapesta, per mezzo della quale è stata ricavata la fisionomia esterna delle gambe. Successivamente le figure sono state imbottite al loro interno con della carta di giornale.

Le tonalità di magenta, rosso, rosa e arancio presenti sulle superfici sono prodotte dalle trasparenze e dalle sovrapposizioni di carta di riso tagliata e incollata sugli arti.

Le gambe sono posizionate singolarmente o al massimo in gruppi di tre tra le aree di Vecīga e del Latvijas Etnogrāfiskais brīvibas muzejs.

I due giorni di operazioni hanno costituito un lavoro artistico intenso, nel quale è stata dedicata particolare attenzione alla ricerca della luce ideale: quella che attraversa i rami degli alberi nel bosco, quella che si propaga subito dopo l’alba o quella diffusa sui bianchi tappeti di ghiaccio e di neve.

 

Rīga è uno dei più importanti poli commerciali dell'area baltica. Capitale della Lettonia, essa è un centro culturale di gran fermento.

L’artista Dàvide Léōpìzzi vi ha vissuto per un intero anno tra il 2010 e il 2011, aprendosi agli innumerevoli stimoli che la città offre.

Dall’inglese, "white lies" è traducibile con “bugie”. Più in particolare, le “bugie bianche” indicano quel tipo di menzogna non malvagia che serve a evitare di ferire i sentimenti di qualcuno o per schivare guai.

Il tema trattato nell’installazione è stato affrontato con uno studio profondo, fino ad individuare nella stagione invernale un insieme di caratteristiche in grando di dare compiutezza all’opera.

 

Materiali utilizzati: carta, colla vinilica e assenza di gambe destre.

 

Ideazione, progettazione e realizzazione: Dàvide Léōpìzzi.

Composizione: Dàvide Léōpìzzi. Nella prima data c’è stata la discreta collaborazione di Carlo Alberto Rastelli

Fotografia: Dàvide Léōpìzzi

 

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