PEEPING TOM

22/11/2013

Venice Biennale, Venice, Veneto, Italy

A hundred of little three-dimensional men, with cubic heads manifest themselves in poses of sexual pleasure between the places of the 55th edition of the Biennale of Art in Venice.

 

The little creatures are made entirely of paper painted with acrylic water colors.

Placed in front of the works of art of the event, or put in the context of these, the small creatures seem to appear without warning with their colors brown, green, blue, orange and white.

The forms are very small and sometimes it is difficult to detect the presence. In some cases, they appear in small groups.

 

Between November and December of 2013, Dàvide Léōpìzzi and Sergio Calzolaro have developed an artistic journey that took them from Treviso to Milan via Venice, Padua and Bologna. The purpose of this particular expedition was to carry out artistic experiments in urban places.

During this expedition, the artists decided to create an artistic intervention between the environments of the Biennale of Art in Venice: the event which for years is followed as one of the the most important artistic appointments in the world.

Without official authorization, the day before the closing day, Léōpìzzi and Calzolaro took advantage of the spaces of Arsenale and Giardini, to realize Peeping Tom *.

The voyeurs of Kunster take obvious gestures with sexual expressiveness prone to pleasure: half-closed eyelids, erections caressed by little hands.

The quality of "voyeur" is given by the relationship between the little figures and the works of art presented at the Biennale: the attitude of the Peeping Tom in relation to it joins the "chorus" of the eyes of human observers present.

The voyeuristic essence of the puppets is mixed with the reactions of the observer, derivated from this type of artistic events: the mass is psychologically addressed in a kind of care that is not ordinary. The eyes become severe, the reflections with substantial complexity. Tides of minds seek by the look, which goes from the particular to the whole and from the whole to the particular, the high end ("because it shall be like this!") capable of responding to the presence of each work in the show.

 

Materials used: paper, acrylic paints and vascular reactions.

 

Planning and design: Dàvide Léōpìzzi

Composition: Dàvide Léōpìzzi and Sergio Calzolaro

Photographs: Dàvide Léōpìzzi

 

* "Peeping Tom" is part of the english terminology. The way in which today is called the voyeur was originated by one of the medieval stories related to the legendary Lady Godiva ride through the streets of Coventry.

One of the notes version tells of a tailor named Tom, who, after peeking through a window of the beautiful naked passage of the woman, he lost his sight.

 

 

Un centinaio di omini tridimensionali, dalle teste e dai corpicini cubici, si manifestano in pose goderecce tra gli ambienti della 55esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia.

 

I piccoli esseri sono realizzati interamente in carta dipinta con dei colori acrilici all’acqua.

Disposti di fronte alle opere artistiche della manifestazione o interamente inseriti nel contesto di queste, i piccoli esseri sembrano manifestarsi senza preavviso con i loro colori marrone, verde, blu, arancione e bianco.

Le forme sono davvero ridotte e a volte è difficile rilevarne la presenza. In alcune circostanze gli omini compaiono in piccoli gruppi.

 

Tra il novembre e il dicembre del 2013, Dàvide Léōpìzzi e Sergio Calzolaro hanno sviluppato un viaggio artistico che da Treviso li ha condotti a Milano passando per Venezia, Padova e Bologna. Il fine di questa particolare spedizione era quello di realizzare degli esperimenti d’arte in contesti urbani.

Durante questa spedizione, i due artisti hanno deciso di realizzare anche un intervento artistico tra gli ambienti della Biennale d'Arte di Venezia: la manifestazione che ormai da anni è uno degli appuntamenti di natura artistica tra i più seguiti al mondo.

Senza un’autorizzazione ufficiale, il giorno prima del finissage, Léōpìzzi e Calzolaro hanno approfittato degli spazi dell’Arsenale e dei Giardini, per realizzare Peeping Tom*.

I guardoni di Kunster assumono evidenti gestualità sessuali: espressività inclini al piacere, palpebre socchiuse, labbra carnose e goderecce, membri eretti accarezzati dalle piccole mani.

La qualità di “voyeur” è data dalla relazione tra i piccoli esseri e le opere artistiche presentate in Biennale:l'atteggiamento dei Peeping Tom in relazione ad esse si unisce al "coro" degli sguardi degli osservatori umani presenti.

L'essenza scopofila dei pupazzi si mescola alle reazioni che manifestazioni artistiche di questo tipo provocano nell’osservatore: la massa è psicologicamente indirizzata in attenzioni non ordinarie. Gli sguardi divengono gravi, le riflessioni dotate di consistente complessità. Maree di menti ricercano per via dello sguardo, che va dall’insieme al particolare e dal particolare all’insieme, quel fine alto (“perché così deve essere”) in grado di dare risposta alla presenza di ogni opera esposta.

 

Materiali utilizzati: carta colori acrilici all’acqua e reazioni vascolari.

 

Ideazione, progettazione e realizzazione: Dàvide Léōpìzzi

Composizione: Dàvide Léōpìzzi e Sergio Calzolaro

Documentazione fotografica: Dàvide Léōpìzzi

 

* "Peeping Tom" fa parte della terminologia inglese. Questo modo attraverso il quale oggi è indicato il voyeur è stato originato da una delle storie medievali legate alla leggendaria cavalcata senza veli di Lady Godiva tra le strade di Coventry.

In una delle note versioni si racconta di un sarto di nome Tom, il quale, dopo aver sbirciato da una finestra l'incantevole passaggio della donna, perse la vista.

 

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