COGLI IL FRUTTO

26/05 23/06 21/07/2013

Castello De' Monti, Corigliano d'Otranto, Apulia, Italy

About a hundred elements, each of which remindes the shape of the same fruit, are arranged on the walls of a large crenellated tower of cylindrical shape.

The architecture, which serves as the base for  the art installation, is the south-western tower of the Castle de 'Monti in Corigliano d'Otranto, that according to Filippo Castiglione Basin is "the most beautiful monument of military architecture of XV Century in Terra d' Otranto".

 

The fruits are made of paper and they are hanged from the top of the terrace of the tower thanks to nylon threads, which have the quality to be invisible to the observer's eye, while the figures appear suspended in the air. The shapes were produced through the technique of origami.

The bright red color of the figures is combined with the green leaves that sprout on all of them.

The composition of the entire art installation envelops the tower along the entire sense of its curve, while the presence of the fruit is manifested more dense on the top and goes to wane as the distance from the ground is reduced. A small part of the figures is placed in the area of the moat surrounding the whole castle and that is at the base of the tower. The latter group of elements is characterized by some sections, like large bites, which show the inner white pulp of the fruit.

The pleasant game of complementary colors of red and green figures continues with the green grass of the ditch.

The thickness of the figures is determined by angular geometrical planes derived from the folds of the cards.

The light arrives on smooth surfaces creating strong contrasts that make evident the volumes of the figures.

 

The Giardino di Sofia (Garden of Sophia, where “Sophis” means “philosopy”) is a program created by the City of Corigliano d'Otranto. It is an event that from its beginning has been able to draw attention thanks to the issues of a philosophical nature.

The program of 2013 coincided with the execution of the first artistic action of Kunster.

The concept of the fruit of the art installation and the persuasion expressed in its name (“Cogli il Frutto” means “Pick the Fruit”) are clearly refered to one of the stories told in the book of Genesis, namely that of Adam and Eve and the Original Sin.

The design idea of Dàvide Léōpìzzi wanted to reframe the Fruit of the Knowledge of Biblical narration from the Garden of Eden to the "garden of philosophy" of Corigliano d'Otranto, multiplying it; from a garden of paradise, where knowledge is prohibited because it is the bearer of sin, then, to one in where the love of wisdom [in ancient greek φιλοσοφία, transliterated into philosophia, consisting of φιλεν (philein), "love", and σοφία (sophía), "wisdom", meaning "love of wisdom"] is the consequence of the desire for knowledge.

 

Materials used: paper, nylon threads and original sins.

 

Conception and design: Dàvide Léōpìzzi

Produced by: Dàvide Léōpìzzi and Sergio Calzolaro. In the first date the artists Mirko Manni, Leonardo Pappadà and Valentina Schito gave their contribution

Composition: Dàvide Léōpìzzi and Sergio Calzolaro

Photography: In the second date were collected the photos of Stefano Reo

 

 

Circa un centinaio di elementi, ognuno dei quali richiama la forma di uno stesso frutto, sono disposti sulle pareti di una grossa torre merlata di forma cilindrica.

L’architettura che si pone come base dell’installazione artistica è quella del torrione di sud-ovest del Castello de’ Monti di Corigliano d’Otranto, secondo Filippo Bacile di Castiglione il più bel monumento quattrocentesco di architettura militare e feudale di Terra d’Otranto.

 

I frutti sono di carta e sono appesi dalle loro estremità al terrazzo del torrione grazie a dei fili di nylon, che hanno la qualità di rendersi invisibili all’occhio dell’osservatore e far apparire le figure sospese in aria. Le forme sono state prodotte attraverso la tecnica dell’origamo.

Il colore rosso vivo delle figure è accostato al verde delle foglie che spuntano su ognuna di esse.

La composizione dell’intera installazione avvolge il torrione lungo l’intero senso della sua curva, mentre la presenza dei frutti si manifesta più fitta sulla parte superiore e va a scemare man mano che la distanza dal suolo si riduce. Una piccola parte delle figure è posta secondo un ordine sparso nella zona del fossato che circondando l’intero castello e che si pone alla base del torrione. Quest’ultimo gruppo di elementi si caratterizza per delle sezioni, simili a grandi morsi, che pongono in evidenza la parte bianca interna della polpa del frutto.

Il piacevole gioco di complementarità cromatica del rosso e verde delle figure prosegue con il verde prato del fossato.

Lo spessore delle figure è determinato da spigolosi piani geometrici derivati dalle pieghe delle carte.

La luce batte sui piani lisci creando forti contrasti che rendono evidenti i volumi delle figure.

 

Il Giardino di Sophia è un programma realizzato dal Comune di Corigliano d'Otranto. Si tratta di un evento che sin dalla sua origine è stato in grado di richiamare l’attenzione grazie alla singolarità con cui sono affrontati i temi di natura filosofica.

Il programma del 2013 è coinciso con l’esecuzione della prima azione di Kunster.

Il concetto del frutto dell’installazione artistica e la persuasione espressa nel proprio nome hanno chiari riferimenti a una delle storie narrate nel libro della Genesi e precisamente a quella di Adamo ed Eva e del Peccato Originale.

L’idea progettuale di Dàvide Léōpìzzi ha voluto ricontestualizzare il Frutto della Conoscenza del racconto biblico: dal Giardino dell’Eden al “giardino della filosofia” di Corigliano d’Otranto, moltiplicandolo; da un giardino paradisiaco, in cui la conoscenza è proibita perché portatrice di peccato, quindi, a uno in cui l’amore per la sapienza [in greco antico φιλοσοφία, traslitterato in philosophía, composto di φιλεν (philêin), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza", significa "amore per la sapienza"] è la conseguenza del desiderio di conoscenza.

 

Materiali utilizzati: carta, fili di nylon e peccati originali.

 

Ideazione e progettazione: Dàvide Léōpìzzi

Realizzazione: Dàvide Léōpìzzi e Sergio Calzolaro. Nella prima data hanno dato contributo anche gli artisti Mirko Manni, Leonardo Pappadà e Valentina Schito

Composizione: Dàvide Léōpìzzi e Sergio Calzolaro

Fotografia: Nella seconda data sono stati raccolti gli scatti di Stefano Reo

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
© 2013 Dàvide Léōpìzzi All rights reserved Designed by Dàvide Léōpìzzi P.IVA: 04675920757